mercoledì 25 marzo 2015

Pulizie di primavera

Quando il passato ti ferisce in modo quasi esiziale è meglio rompere con lui senza fare troppe recriminazioni... anche solo per non continuare quel tafazziano rito di pena e rimpianti. 
Ieri ho rotto definitivamente con una persona che è stata una delle ragazze più importanti della mia vita, in un certo senso è stata lei a sancire l'accordo ma sono io che le ho fornito il La per farlo. Questa persona, il suo ricordo, è irto di spine acuminate che ogni volta che mi bussa in testa resto amareggiato e sanguinante. Mi mancherà tantissimo ma finché non sarò capace di gestire le emozioni in modo meno coinvolto e morboso è meglio per tutti così. Fino a qui sembra che lo stronzo sia solo io e, beh, nella mia versione non è così assoluta la colpa ma non è questo il momento di stare a dividere le colpe. Non starò tanto a parlare di lei o di quando eravamo noi, a dire il vero mi fa un male che non sono riuscito a provare con altri... basti sapere che, fino ad ora, questa è la fine di una coppia che ha avuto in sé una armonia tale da risultare deleteria alla lunga... l'empatia, le cose in comune, i cambiamenti vicendevoli che ci
hanno reso quel che siamo adesso, tutto, tutto adesso per me è chiuso in un ideale forziere di cui ho nascosto la chiave in un posto che non voglio ricordare. È tutto spazzato via, morto, arido, desolato, è terra bruciata che ci siamo fatti, in percentuali differenti, tra di noi. La sua vita senza di me è migliorata notevolmente, la mia è caduta nel baratro che, forse ingiustamente, ne faccio a lei una piccola parte di colpa.
Parlo direttamente a te, adesso, senza cercare di giustificarmi o fare passi indietro: non sopporto il fatto che dopo di me tu sia riuscita a trovare una dimensione più congeniale, più solida, più adatta alle tue doti ed alle tue capacità... non posso sopportare che qualcun altro ti prenda per mano e ti faccia vedere il mondo in una sua prospettiva come facevo io. Non posso solo pensare a quanto ti sia stato stretto sempre di più, con gli anni, col mio modo di vivete e di amare. Mi hai spezzato il cuore come non ha fatto mai nessun'altra, proprio tu, la persona a cui ho affidato i miei più reconditi segreti, paure, affetti e fiducia. Non era il Caso, evidentemente, non voglio rinfacciare niente, sto constatando quello che ho passato... l'autodistruzione ha sempre una scintilla che la scaturisce e tu, con la mia complicità, l'hai accesa ed in un certo qual modo hai messo una pezza alla meglio e te ne sei giustamente lavata le mani. Ora qui sono
ancora combattuto se darti una carezza o cercare di colpevolizzarti, lo so, ma tutto questo dovrebbe comunque farti capire alcune cose che io non ho il cuore di farti notare.
Adesso vattene per la tua strada, nel modo dignitoso e deciso che ti ho sempre invidiato, lasciami marcire nel dimenticatoio dei perdenti e degli stronzi, purtuttavia ho ancora qualche barlume di sobrietà che mi fa vedere le cose in modo meno partigiano. Ricordati solo che ti ho amata, che ti sono grato del tuo amore e della tua stima incondizionata. Mi spiace, non sarò mai tuo amico, non è questo quello che voglio da te, io, meschino e vigliacco ti ricordo una cosa: è l'invidia che muove il mondo... e, per me, tale sentimento è come la forfora: puoi lavarlo via quanto vuoi ma riuscirà lo stesso a rifiorirti sempre in testa.
Abbi una buona vita, lontano da me, senza di me... almeno tu, che in qualche modo ci riesci.

Addio Mimmì. 

2 commenti:

  1. ma e' quella di due articoli fa?

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    Risposte
    1. No, mio anonimo amico, di lei in queste pagine non ho mai parlato direttamente.

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