Siamo davvero strani: passiamo metà della vita ad aspettare e l'altra metà a rimpiangere il passato.
Quando stavo in ospedale volevo spaccare il mondo, uscito di lì, mi dicevo, farò questo quello e quell'altro... poi niente. Fuori di lì sono tornato alla mia forma di ameba bipede ed occhialuta, moralmente scoraggiato di quanto niente avessi fatto di ciò che mi ero ripromesso in reparto. Eppure ce lo avevano detto, alla psico-educazione, di non avere grossi progetti, di non pensare troppo in grande... ma io mica ci credevo, mentre stavo là, io volevo davvero spaccarlo il mondo! E' dura constatare di non essere né più né meno di tutti gli altri che ci sono passati. Un po' come per la droga, mi dicevo non sarò mai schiavo della sostanza, io, la saprò domare con la mia grande forza d'animo! E infine eccomi a farmi in vena nei cessi, con la solita presunzione di riuscire a controllarmi... tanto io mica sono così tossico, che cazzo, mi basta poco a me, mi basta... io sono migliore di quella schiera di tossici che affollano i SerT... parole davvero sagge.
Oggi sono triste, allegramente triste, se mi passate l'ossimoro. Oggi è stato l'ultimo giorno di corso che ho fatto ad Arezzo, Io, ed altre ventisei persone, per un mese e mezzo ci siamo visti quasi ogni giorno, abbiamo condiviso lezioni, pause, caffè, sigarette, risate, noia, dubbi e sorrisi... siamo stati un gruppo piuttosto affiatato che, strano a dirsi, non aveva nessun soggetto esageratamente odioso. Si, ok, ci sono stati quelli più socievoli e quelli meno ma, tutto sommato, ci siamo trovati piuttosto bene.
Per me, in special modo, è stato davvero benefico. Ho sperimentato, scoperto e capito molte cose di me che hanno alimentato quel moribondo che è la mia autostima. Col passare dei giorni la mia personalità straripante, anche grazie agli effetti benefici del Cymbalta, è venuta fuori. Ero il tipo a cui si presta attenzione perché sicuramente dirà qualcosa di divertente, quello che ha sempre la battuta pronta, quello così auto-ironico e simpatico che la sua immagine viene usata come avatar nel gruppo Whatsapp del corso (dove, per chi qui già lo conosce, ha fatto la sua entrata in scena il Sommo Poeta che ogni sera invia poesie a tutti i corsisti).
Non mi credevo davvero così in gamba. Eppure sono sempre me stesso, la persona triste e depressa che non ha nessuna volontà... così timido ed insicuro con la voce tremante quando gli si chiede il nome... non lo so cos'è successo ma è accaduto. Questo era lo sprono che desideravo uscito dall'ospedale, la possibilità di potermi confrontare con il me passato e vedermi migliore di prima, più certo delle mie capacità, meno malinconico e più ottimista verso il futuro e le persone.
Dentro a quel gruppo di persone mi sono creato delle nuove amicizie... mi sono sentito come se ci fosse posto anche per me a sto mondo, per me che mi sono sentito un estraneo che, guarda caso, ha delle similitudini con gli altri abitanti di questo posto... non so se questa è una presunzione pervertita ma, fatto sta, che io non volevo andare più di tanto contro corrente quanto mi riusciva difficile andare nella solita direzione della maggior parte delle altre persone.
Adesso è tutto finito, così, senza un vero e proprio acme, senza quel momento catartico che c'è di solito nei film o nei libri... ognuno per la sua strada, di fretta o meno, per prendere il treno o il bus, ognuno per sé... è stato bello finché è durato ma adesso torniamo ognuno al proprio quotidiano.
Alla fine del corso ci siamo fatti una foto, (quasi) tutti insieme... sorridenti, amici quanto possono neanche due mesi renderci ma piuttosto soddisfatti.
Io ho lo sguardo che punta in alto a destra e sorrido... sono felice perché oggi ho messo la camicia rosa.
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