venerdì 6 marzo 2015

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Lettera Aperta Ad Una Persona Che Non La Leggerà Mai




E quindi eccomi di nuovo solo, in camera, con i miei pensieri, mentre fuori la gente cerca di dare una svolta alle proprie miserie, aggirando la noia, fingendo di essere felici, di divertirsi... una tristezza... se non fossi mai stato depresso non so se avrei mai scritto un rigo in vita mia... è che qui c'è il mio magone, il mio senso di inadeguatezza e questa maledetta tristezza carogna che non se ne vuole mai andare via. Eppure era tutto perfetto, prima, in treno, io e te, accanto: una coppia!, avrebbero potuto pensare tutti quelli che ci hanno visto insieme, che ci avrebbero invidiato, ne sono sicuro, perché così bello non mi sono sentito mai se non vicino a te... insomma fingere nella mia mente che noi due ci siamo seduti vicino non tanto per esigenze tecniche quanto perché siamo qualcosa di più di due semplici conoscenti mi inebriava e mi emozionava. Quei minuti da soli, io e te, il tuo congedo "su con la vita, Bardamu" mentre ti salutavo, tu che mi prendi la mano e la stringi perché ridi di una mia battuta, quello che mi hai raccontato di te, quello che io ti ho detto di me, la totale assenza di giudizio da parte di entrambi, i tuoi sorrisi, le parole dette insieme contemporaneamente mentre parliamo, l'"anche tu ti mangi le pellicine vicino le unghie?" mostrandomi la tua mano dilaniata né più né meno della mia, il tuo odore, il tuo nome, il tuo spirito, la tua bellezza vissuta, i tuoi problemi, la dolcezza, il tuo corpo, sommerso di tatuaggi, senza però apparire volgare o sgradevole, il tuo minuscolo piercing al naso, i tuoi occhiali e il come mi sentivo a mio agio, lì, accanto a te... una tristezza... 
La fiducia è come una vergine cattolica, A : difficilmente si dà al primo che capita... ma tu, con quel tuo sorriso, con i tuoi modi dolci, con la tua sola presenza illumini il grigiore che di solito i miei occhi sono soliti vedere... mi hai parlato della tua anoressia, così, come se ne parla ad una persona cara, ad una persona che conosci da molto... ed io ti ho parlato del ricovero, della dipendenza... è stato un rimpiattino di cose pesantemente personali, eppure perché ci viene così spontaneo dircele? Oggi, alla pausa pomeridiana, quel vento schifoso soffiava prepotente... ti voleva senza cappuccio, come se avesse percepito il mio desiderio di vedere quel bel viso scoperto, quei tuoi capelli lunghi... e al freddo tu, tremante, aspettavi che io finissi la sigaretta, lontano da tutti, mentre mi parlavi del tuo problema... ma quanto cazzo siamo uguali io e te? Stessa età, stesso paese, moltissime persone in comune, stesso problema alla cervicale, stessi occhiali, stesso mangiucchiamento delle pellicine, stesso internamento in Psichiatria, stessa anche la passione per Guccini e Rino Gaetano... non so, sono sicuro che le similitudini non si fermino qua. Sono certo che se avessimo più tempo sarebbe quasi stancante la lista che ci accomuna... 
Guardarti mentre spezzavi in due le penne al pomodoro mi ha suscitato una tenerezza che non sentivo più da moltissimo tempo, un'emozione strana mi si è formata nello stomaco, come di calore, come se mi fossi fatto una pera... ed io ti ho appoggiato paternamente una mano sulla testa e ti ho detto, con tutta la franchezza possibile, che mi stavi intenerendo come non mai... davvero ti avrei stretta forte, solo quello, e poi ti avrei lasciato finire di dividere le penne e mangiarle. "Te lo spiego dopo perché lo faccio" per poi raccontarmi dei tuoi problemi col tuo corpo, col tuo bellissimo corpo, per altro. Ne parli come se parlassi di un'altra persona, ed io ti ascolto, ti capisco e ci capiamo: ognuno si rifugia nel proprio luogo sicuro, tu hai i disturbi alimentari io ho l'Eroina... ci mantiene in qualche modo in vita sapere che sono là, le nostre cattive abitudini, sempre pronte a rifarsi vive, fino al momento - speriamo il più lontano possibile - in cui avremo bisogno di ricercarle. 
Cara A, ci dovrebbe essere più empatia verso i nostalgici... anche loro sono delle vittime: un nostalgico è una persona che, solo nel presente, riesce a capire la bellezza del passato... il nostalgico ha una profondità d'animo che altri non hanno, l'hanno bell'e capito, loro, che il futuro sarà sempre peggio e quindi comprendono con più intensità degli altri ciò che hanno perso, spesso, per sempre. Ed io sono così, con la mia senile nostalgia ho sempre rimpianto il passato ma oggi, con questa tristezza addosso, rimpiango il presente... tu, tu bellissima farfalla, lepidottero antropomorfo, perché ti ho dovuta incontrare? Tu che hai già una famiglia, hai un bambino, un compagno, una vita... perché questo soffocante desiderio verte solo verso te? Avrei potuto lasciarti perdere, come si fa con le persone che non vuoi o non puoi frequentare ma tu... i tuoi occhi furbetti, azzurri, genuini, mi guardavano e mi sorridevano con una benevolenza che mi ha spiazzato, come non potevo cercare di conoscerti anche se già sapevo della tua situazione familiare?
Io parlo come se fosse una cosa ovvia, per noi, la possibilità di stare insieme anche se in fondo non sono nessuno per te... ma lo sento, Cristo, lo sento..! Qualcosa dovrà pur volere dire tutto questo, no? E' solo una mia percezione o non sto del tutto sbagliando? Perché appena siamo rimasti soli, io e te, in treno, mi veniva come di baciarti, senza foga, solo quello, con dolcezza, sulle labbra... e più lo volevo e più ti chiedevo o di tuo figlio o del tuo compagno... che pena... 
Proprio non ci rendiamo conto di quanto l'illusione, per tutti noi, ci sia indispensabile: ci illudiamo ogni giorno, costantemente, addirittura senza manco soffermarci più sulla stupidità di alcune illusioni che sono entrate a far parte del nostro quotidiano tanto sono ovvie ed automatiche... come il mangiare quando si ha fame ed il grattarsi quando ci prude qualcosa. So che non leggerai mai, giocoforza questa lettera, so che tu hai la tua vita ed io la mia, so che non è possibile niente di quello che io desidero ma questo è quello di cui voglio illudermi... solamente questo mi rimane, adesso, di te, nella mia stanza, solo come merito di essere, mediocre come mi sento sempre... solo questo mi resta... una tristezza...

4 commenti:

  1. Mi hai fatta piangete tanto era bella questa lettera. L'ho letta e riletta ed ogni volta mi sono commossa. Sei davvero bravo, ti auguro di trovare la persona che meriti perché queste parole difficilmente le pensano chiunque. Non conosco ne te ne A ma mi sembrava come se foste due miei amici. Grazie per queste emozioni Bardamu.

    G.

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  2. Grazie per queste parole... sono contento che almeno una persona che ha letto questa lettera che MAI avrà una destinataria si sia commossa allo stesso modo con cui l'ho fatto io mentre la scrivevo.
    Ciao G.

    B.

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  3. Io se fossi la destinataria di questa lettera lascerei tutto e volerei da te. Cmq sei bravo a scrivere, davvero, complimenti.

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  4. Non credo, cara Simo... se tu volassi da me resteresti delusa da chi ti troveresti di fronte (battuta auto-ironica con un fondo di verità).

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Non hai niente di meglio da fare che commentare? Prego, accomodati (affanculo)...

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