giovedì 5 marzo 2015

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CambiaEmenti



Io sono convinto che le persone non cambiano... si rivelano, col tempo, per quello che sono veramente.
Questa frase, lo ammetto, l'ho sempre usata per guardare negli altri i mutamenti che il tempo, ineluttabilmente, metteva in atto. Poco tempo fa, però, ho avuto una rivelazione che mi ha fatto capire tante cose di me più di quante, presuntuosamente, credevo già di sapere. La cosa più lampante, quella che più mi ha fatto rosicare, è che sono molto più uguale a mio padre di quanto sperassi... lui, che è sempre stato il mio modello al contrario, evitando di fare tutto ciò che ha fatto lui, adesso mi è apparso a me più vicino nel modo più sgradevole possibile. Se per anni ho tentato tenacemente di essere in un modo piano piano, invece, mi accorgo che io stesso mi sto rivelando per quello che sono davvero... sono una persona amorale, anaffettiva, insicura e bisognosa di conferme ma anche piuttosto stronza... il risultato? Smettere di desiderare la donna della vita e cercare di scopare & sfanculare più ragazze possibili. Ecco lo spettro paterno che mi si manifesta in tutta la sua terribile grandezza... tu, che mi hai sempre rifiutato, apri i tuoi stupidi occhi e capisci finalmente quello che vuoi davvero dalla tua misera vita! Ed io, che ho sempre pensato che ogni ragazza con cui mi mettevo l'avrei voluta tenere fino al giorno dei giorni, io, che mi ripetevo: "E' più figo il tipo che sta con una ragazza per tutta la vita che uno che se ne fotte a centinaia senza mantenere alcun legame". Non sono quel tipo, io so cosa sono, conosco le mie potenzialità ed ora ho capito come debbo metterle a frutto, per quale scopo. 
Sono molto molto bravo, credetemi, a far innamorare una persona di me... ho delle strategie che riescono sempre a funzionare, che variano, ovviamente, con la persona che mi trovo davanti... mica è una scienza esatta, è tutta una questione di improvvisazione, ironia, totale apertura di sé stessi e furbizia nel lasciare che le altre pensino che loro stiano seducendo me. Mi sono oltretutto accorto della mia incapacità di amare veramente una persona. Non c'è storia, per il momento credo, io, voglio solo quello che non ho... quando lo ottengo tutta la foga che avevo mi scema, lentamente, a picchi, in su e in giù, mi convinco di stare amando ma quello che resta sono solo dello sdrucciolo possessivismo ed un enorme affetto che talvolta sfiora il rapporto fraterno. Dato che sono sempre stato mollato è ora che io inizi a mollare le altre persone, prima di ferirmi, di illudere, di deludere... ho capito questa cosa con Laura, una ragazza di dieci anni più giovane di me (ne parlo in ExZema, n.d.B.), così bella da averci preso una cantonata. Mi dicevo: "Lei è quella giusta per me... è un po' ignorante, ok, non ha finito le superiori ma ha una grande capacità di ragionamento, è simpatica, ride alle mie battute, ha un comparto tette-culo che non ho mai maneggiato in vita mia, si fa le canne e, cosa molto importante, ascolta quello che le dico e ci riflette anche! Sì, mi ripetevo, la crescerei come il Pigmalione di Shaw, la renderei un fiore sia dentro che fuori, la farei sentire migliore di quanto sia... le potenzialità ci sono... e poi non farei altro che farmela... sì, sì, sì, giuro che se avessi una sola possibilità con lei le riserverei tutto il meglio possibile, sarei un amante premuroso ed altruista... l'amerei, come penso già di amarla...". A quel tempo passavo praticamente cinque giorni su sette con lei. Fumavamo, ridevamo, parlavamo e poi se ne andava dal suo ragazzo marocchino. Io rimanevo amareggiato, pazientavo e covavo la mia strategia... è una ragazza giovane, è malleabile, l'idea del ragazzo più grande ha sempre il suo fascino. Così i giorni passarono e quando riuscii finalmente ad averla, appena qualche minuto dopo l'orgasmo, solo il mio, oltretutto, ho capito che non ero più io a desiderarla quanto il contrario e, come il giustiziere senza nome, appena ho finito il mio lavoro con lei mi sono accorto che era il momento di cambiare aria. Non dopo una giusta seconda ripassata, così, magari avrei notato qualcosa che avevo tralasciato, che magari quella ridda di sentimenti che pensavo di provare per lei erano solo la volontà di porla nella posizione sentimentale che avevo io fino ad un po' di minuti prima. Funzionava così, a quanto pare, con me: quando ho capito che sono ricambiato di un sentimento allora scappo. Ci riveliamo per quello che siamo e quindi ho deciso di non forzare più la mia natura, di essere il tipo di persona che sempre biasimavo ma sotto sotto invidiavo: libero, sereno con l'approcciarsi alle ragazze, e pronto a sfancularle subito dopo essermele fatte.
Adesso la mia vita è davvero cambiata. Sarà il Cymbalta, saranno le epifanie che mi sono state rese note da più persone, sarà che ho iniziato ad accettare i miei retaggi... non lo so, l'unica cosa che posso dire di sapere, adesso, che faccio un corso di formazione. Da qualche tempo ad oggi mi sento differente... se guardo al passato ho quasi pena per quel ragazzo timido, impacciato e sempre pronto a mentire a sé stesso per non voler accettare la stessa indole bastarda del suo odiato padre... in un qualche modo, seppur fondamentalmente triste, mi sento libero, sincero... e, tornando all'imbarazzante persona che ero ho capito una cosa fondamentale dei comportamenti ovvero che non c'è niente di più ridicolo, tra le persone, di coloro che fingono una dignità che non hanno. Magari, forse, un giorno anche io riuscirò ad amare, a darmi una calmata, a trovare la persona con la quale, ogni mattina, risvegliarmi accanto a lei, sarà il modo migliore per iniziare la giornata... per ora invece sguazzo nel pessimismo irrimediabile della mia natura, mi ci piace un po' starci... rendere a talune il dolore che altre ti hanno inferto è una pratica tutta umana, è la base dei rapporti sentimentali... dei miei, almeno. 

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